Ricetta medica online
27,90 €
Ricetta medica online27,90 €
Ricetta medica onlineChiedi online la prescrizione del farmaco che assumi già o di un farmaco nuovo: scegli il farmaco oppure descrivi il disturbo, e un medico valuta il caso. Questa pagina spiega che cosa si può valutare a distanza e che cosa no, che cosa preparare prima di iniziare, quanto costa il servizio e in quali casi l'importo viene restituito, quali farmaci restano esclusi per legge e che cosa controlla la farmacia quando presenti il documento.
La ricetta medica online è una valutazione medica a distanza che può concludersi con una prescrizione. Serve in due situazioni: quando assumi già un farmaco e hai bisogno di un nuovo documento per proseguire la terapia, oppure quando ti serve un farmaco nuovo per un disturbo o una diagnosi che si possono valutare con un questionario scritto. Nel questionario scegli il farmaco oppure descrivi che cosa ti disturba; in entrambi i casi decide il medico, che verifica la richiesta prima di confermarla.
Si rivolge a chi si accorge che la confezione sta finendo mentre l'ambulatorio del proprio medico non è raggiungibile, a chi vive o lavora lontano dal luogo in cui è seguito, a chi si trova temporaneamente all'estero e a chi ha un disturbo che si può descrivere per iscritto ma non riesce a farlo valutare dal proprio medico.
La valutazione avviene su un questionario clinico strutturato e sulla documentazione allegata, senza visita e senza colloquio. Costa 27,90 euro e riguarda un percorso privato, che non rientra nelle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale: il farmaco si paga per intero in farmacia.
Le strade sono due. La più semplice è la prosecuzione di una terapia in corso: la diagnosi è già stata posta da un medico, il dosaggio non è cambiato di recente, la tolleranza è buona e non sono comparsi sintomi nuovi. Rientrano tipicamente in questo quadro gli antipertensivi, le statine, gli antidiabetici orali, gli ormoni tiroidei, i farmaci di fondo per l'asma e la contraccezione ormonale ben tollerata, purché la persona sia in grado di documentare che cosa sta assumendo.
La seconda è un farmaco nuovo, per un disturbo o una diagnosi che si possono valutare con il questionario. Qui servono indicazioni chiare: descrivi i sintomi, da quando sono comparsi, le malattie note e tutto ciò che assumi. Il medico può chiedere documentazione, esami o una misurazione, per esempio della pressione arteriosa, può consigliare una visita in presenza e può rifiutare. Per alcuni farmaci la prima prescrizione richiede un esame obiettivo o dei risultati di laboratorio: in quel caso il medico li chiede oppure ti indirizza a un medico sul posto.
Richiedono più dati anche le terapie appena impostate, quelle in cui il dosaggio è stato modificato nelle ultime settimane, quelle sospese da tempo e riprese di propria iniziativa, e ogni situazione in cui il farmaco richiede controlli periodici che non sono stati eseguiti. In questi casi il medico chiede accertamenti oppure indirizza a una visita, perché confermare una terapia senza i dati che la giustificano non sarebbe una valutazione ma una formalità.
Restano fuori le emergenze e i sintomi d'allarme, i farmaci esclusi per legge descritti qui sotto e, al momento, anche antidepressivi e altri psicofarmaci, che non valutiamo online: per questi il riferimento resta il medico curante o lo specialista.
Una parte delle esclusioni non dipende da una nostra scelta commerciale. Le prescrizioni destinate a essere utilizzate in un altro Stato membro non possono riguardare le sostanze stupefacenti e psicotrope, per effetto dell'articolo 11 della direttiva 2011/24/UE.
Ne consegue che non prescriviamo mai oppioidi, benzodiazepine, ipnotici della classe Z, stimolanti del sistema nervoso centrale, gabapentinoidi come pregabalin e gabapentin, e cannabis a uso medico. Nessun referto allegato e nessuna prescrizione precedente rendono possibile una richiesta di questo tipo, perché il limite è normativo e sta a monte della valutazione clinica.
A queste si aggiungono, per ragioni di sicurezza, i farmaci che richiedono un piano terapeutico specialistico, un monitoraggio strumentale o di laboratorio ravvicinato, oppure una somministrazione in ambiente ospedaliero. Chi assume stabilmente uno di questi medicinali continua a fare riferimento al medico curante o allo specialista che segue il percorso, perché sono gli unici a disporre degli strumenti di controllo previsti.
La qualità della documentazione è ciò che distingue una richiesta valutabile da una richiesta che si arena. Se prosegui una terapia, il documento più utile è la prescrizione precedente, anche scaduta: riporta il nome esatto del medicinale, il dosaggio, la forma farmaceutica e la posologia, e quindi elimina i margini di interpretazione. In alternativa vanno bene una fotografia leggibile della confezione insieme al foglio illustrativo, una lettera di dimissione o un referto specialistico che indichi la terapia.
Se chiedi un farmaco nuovo, conta soprattutto la descrizione del disturbo: che cosa senti, da quando, che cosa hai già provato e con quale risultato. Allega i referti e gli esami recenti che lo riguardano, se ne hai.
In entrambi i casi servono i controlli recenti pertinenti alla condizione trattata, l'elenco completo di tutto ciò che si assume compresi i prodotti da banco e gli integratori, le allergie ai farmaci e l'indicazione di una gravidanza in corso o pianificata e dell'allattamento.
Occorre infine un documento di identità valido, perché i dati anagrafici riportati sulla prescrizione devono corrispondere a quelli che la farmacia potrà verificare al momento della consegna.
Il percorso ha quattro passaggi e si compila per intero da soli. Si indica il farmaco con dosaggio e confezione, descrivendo il disturbo quando si tratta di un farmaco nuovo, si inseriscono i dati personali, si risponde al questionario medico allegando la documentazione, si controlla il riepilogo e si paga la valutazione. Da quel momento la richiesta entra in coda e viene esaminata da un medico.
Gli esiti possibili sono tre: la prescrizione viene rilasciata, il medico chiede elementi aggiuntivi prima di decidere, oppure la richiesta viene rifiutata con una motivazione scritta.
Non promettiamo alcun tempo di risposta e conviene diffidare di chi lo fa, perché la durata dipende soprattutto da quanto è completo il materiale allegato. Non esiste videochiamata, consulto telefonico o chat con il medico: la valutazione è asincrona e l'unico scambio riguarda la documentazione mancante, per posta elettronica. Chi cerca un colloquio con un medico sta cercando un servizio diverso dal nostro.
La ricetta medica online costa 27,90 euro, sia per proseguire una terapia sia per un farmaco nuovo. È disponibile un'elaborazione prioritaria a 9,90 euro, che colloca la richiesta in cima alla coda senza costituire una garanzia sui tempi.
L'importo copre la valutazione medica, non il rilascio del documento: è la distinzione che spiega le condizioni di rimborso. Se il medico esamina il caso e rifiuta la prescrizione per motivi medici o legali, l'importo viene restituito. Se invece chiede una documentazione che non arriva, il paziente riceve un sollecito e ha almeno 7 giorni per inviarla, prorogabili su richiesta; se la valutazione non può comunque essere completata, la richiesta viene chiusa e l'importo restituito per intero.
Il prezzo del farmaco è una voce separata e si regola in farmacia: trattandosi di una prescrizione privata, la cosiddetta ricetta bianca, il medicinale è interamente a carico della persona. Chi ha una patologia cronica riconosciuta e diritto a un regime agevolato ha di norma convenienza a passare dal proprio medico di base, che prescrive nel percorso pubblico.
Il documento è un PDF che arriva per posta elettronica e si può stampare o mostrare dal telefono. È redatto secondo l'Allegato della direttiva di esecuzione 2012/52/UE, che elenca gli elementi obbligatori di una prescrizione utilizzabile in un altro Stato membro: dati della persona con data di nascita, data di emissione, dati e recapiti diretti del medico prescrittore, denominazione comune internazionale del principio attivo, forma farmaceutica, quantità, dosaggio e posologia, firma.
L'uso della denominazione comune internazionale al posto del nome commerciale è voluto e permette al farmacista di identificare il medicinale anche quando il marchio in commercio è diverso; il nome commerciale compare soltanto quando è clinicamente giustificato, con la relativa motivazione. Non c'è alcun codice numerico da comunicare allo sportello, perché non passiamo dal sistema informativo pubblico italiano.
Il farmacista mantiene un margine di valutazione professionale e può chiedere chiarimenti al medico prescrittore, i cui recapiti sono riportati sul documento. Non abbiamo accordi con alcuna farmacia e non possiamo assicurare che la consegna avvenga.
Ci sono situazioni in cui una valutazione a distanza è la risposta sbagliata, e riconoscerle in anticipo evita di perdere tempo. Dolore toracico, difficoltà respiratoria improvvisa, deficit neurologico, sanguinamento, febbre alta che non risponde, reazione allergica dopo l'assunzione di un farmaco: sono quadri per il 112 o per il pronto soccorso, non per un questionario.
Allo stesso modo, un sintomo nuovo comparso durante la terapia va valutato di persona, perché può essere un effetto indesiderato proprio del farmaco di cui si chiede la prosecuzione.
Chi deve giustificare un'assenza dal lavoro si rivolge al medico di base o alla continuità assistenziale: il certificato telematico per l'INPS può essere compilato soltanto da un medico abilitato in Italia e dotato delle credenziali di accesso al sistema dedicato, e non rientra fra i documenti che possiamo emettere. Il medico di base resta il riferimento per la gestione continuativa di una patologia cronica; questo servizio è utile quando quel canale non è accessibile, per proseguire una terapia o per un disturbo che si può valutare con un questionario.
Il servizio è gestito da MEDINOW Sp. z o.o. La valutazione clinica e la firma sono di lek. Damian Wojno, medico iscritto in Polonia, numero PWZ 3211301, che opera come professionista di un altro Stato membro dell'Unione europea sulla base della direttiva 2011/24/UE sull'assistenza sanitaria transfrontaliera.
Non è iscritto all'Ordine dei Medici italiano e non ha accesso ai sistemi informatici sanitari nazionali italiani: lo diciamo apertamente perché determina che cosa possiamo e che cosa non possiamo rilasciare. Non siamo convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale e non sostituiamo il medico di base. Non vendiamo farmaci e non riceviamo compensi da produttori o farmacie.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgative e non costituiscono pubblicità di medicinali soggetti a prescrizione, in linea con il decreto legislativo 219/2006; non contengono indicazioni di dosaggio, che vanno lette sul foglio illustrativo della confezione. Ultima verifica medica: settembre 2026.
Sì. La prima prescrizione è possibile, ma richiede indicazioni chiare nel questionario medico. Per alcuni farmaci il medico può chiedere esami o risultati recenti, una misurazione come la pressione arteriosa oppure una visita in presenza prima di iniziare; decide sempre lui e può anche rifiutare. Il caso più semplice resta la prosecuzione di una terapia cronica già impostata da un medico e stabile: antipertensivi, statine, antidiabetici orali, ormoni tiroidei, farmaci di fondo per l'asma, contraccezione ormonale ben tollerata. Al momento non valutiamo online antidepressivi e altri psicofarmaci. Oppioidi, benzodiazepine, ipnotici della classe Z, stimolanti, gabapentinoidi e cannabis a uso medico sono esclusi in ogni caso dall'articolo 11 della direttiva 2011/24/UE.
Se prosegui una terapia, la prescrizione precedente, anche scaduta, è il documento più utile perché riporta nome, dosaggio e posologia esatti; in alternativa una foto leggibile della confezione con il foglio illustrativo, oppure un referto che indichi la terapia. Se chiedi un farmaco nuovo, allega i referti e gli esami recenti che riguardano il disturbo, se ne hai. Aggiungi i controlli recenti pertinenti, l'elenco completo di ciò che assumi comprese le sostanze da banco, le allergie ai farmaci e l'eventuale gravidanza o allattamento. Serve inoltre un documento di identità valido.
Non indichiamo un tempo di risposta e non lo garantiamo. La durata dipende in larga parte dalla completezza di ciò che alleghi: una richiesta corredata di prescrizione precedente e controlli recenti si valuta in un solo passaggio, una richiesta incompleta comporta uno scambio di e-mail. L'elaborazione prioritaria a 9,90 euro sposta la richiesta in cima alla coda ma non fissa alcuna scadenza. Meglio non aspettare l'ultima compressa per avviare la procedura.
La valutazione costa 27,90 euro, con elaborazione prioritaria opzionale a 9,90 euro. L'importo copre la valutazione medica, non il rilascio del documento. Se il medico rifiuta la prescrizione per motivi medici o legali viene restituito; se chiedi la valutazione e la documentazione richiesta non arriva, ricevi un sollecito e hai almeno 7 giorni per inviarla, prorogabili su tua richiesta, e se la valutazione non può comunque essere completata chiudiamo la richiesta e ti restituiamo l'intero importo. Il costo del farmaco si paga a parte in farmacia.
Non possiamo garantirlo e sarebbe scorretto affermarlo. Il documento è redatto nel formato previsto dalla direttiva di esecuzione 2012/52/UE per le prescrizioni emesse in un altro Stato membro, ma il farmacista conserva un margine di valutazione professionale e può chiedere chiarimenti al medico prescrittore, i cui recapiti sono riportati sul documento. Non abbiamo accordi con alcuna farmacia. Portare con sé un documento di identità semplifica la verifica.
No. La nostra è una prescrizione privata, la cosiddetta ricetta bianca: il medicinale è interamente a carico della persona e non passiamo dal sistema informativo pubblico italiano. Il medico che firma è iscritto in Polonia e non all'Ordine dei Medici italiano. Chi ha una patologia cronica riconosciuta e diritto a un regime agevolato ha di norma convenienza a rivolgersi al proprio medico di base.